Erba verdissima, immenso cielo del Galles e il rumore ritmato di un cavallo che galoppa. Lui è Dream Alliance. E’ un purosangue da corsa ma senza un allevatore blasonato. Per la verità non ha neanche un proprietario del settore. Lui è Dream Alliance e come dice il suo nome, rappresenta un intero villaggio gallese.
E’ un cavallo nato per una scommessa con la vita e il destino fatta da Jan Vokes, cassiera di un supermercato in un paesino gallese, che decide, quasi per caso, di allevare un cavallo da corsa. Senza mezzi, senza contatti, senza esperienza. L’unica cosa che Jan aveva era la voglia di non rassegnarsi alla vita. Non voleva arrendersi alla monotonia di una vita di sacrifici senza sogni e senza speranze.
E così, durante un turno, del suo secondo lavoro come cameriera di un pub, Jan sente un uomo parlare con entusiasmo di una corsa di cavalli. Lei era da sempre appassionata di animali, soprattutto di levrieri, ma la passione con cui veniva raccontata la vittoria di questo cavallo la travolse totalmente.
Il seguito possiamo ben immaginarlo, sappiamo quanti poco serva per essere avvolti dall’amore per i cavalli. Dopo ricerche, studi, analisi, una fattrice (comprata per pochissime e tanto sacrificate sterline) arriva nell’orto di Jan, dove aveva allestito un box occasionale.
Ma Jan non sognava solo di avere un cavallo, ovviamente no, sarebbe stato troppo facile, Lei aveva un sogno preciso: far nascere un puledro e farlo correre in pista al galoppo o steeple-chase. SE si sogna, bisogna farlo in grande e il suo sogno lo era così tanto da diventare il sogno di un intero villaggio.
Ebbene sì, con grande determinazione, riesce a ottenere l’aiuto di un gruppo improbabile di abitanti del villaggio — l’uomo appassionato di cavalli che ha dato origine al tutto, un barista, un macellaio, un contabile depresso, pensionati, disoccupati e pensionati ex-minatori — e crea un “syndicate”, una cooperativa, per finanziare la nascita, allevamento e allenamento del puledro: Dream Alliance.
L’intera operazione è, a tratti, surreale. Ed è qui che il film conquista: la comicità di queste persone che non hanno nulla a che fare con il mondo delle corse, totalmente ignari di genealogie, strategie, tabelle di rendimento, alimentazione, ecc… Ma che, improvvisamente, si trovano a vivere per Dream Alliance. Ognuno contribuisce con dieci sterline alla settimana (sembrano poche ma per alcuni di loro sono una cifra importante), seguendo il cavallo come un figlio. E tra battute, errori madornali, riunioni surreali al pub, feroci liti, gaffe e qualche piccola tragedia, si crea un’alleanza autentica, dove Dream Alliance riporta il senso di umanità autentica laddove la modernità talvolta estirpa.
E così Dream Alliance, chiamato anche il “cavallo che viene dall’orto”, inizia a disegnare la sua storia, al galoppo, anche se non sempre nella giusta direzione, che però noi qui adesso non vogliamo raccontarvi ma consigliamo fortemente di scoprire guardando il film su Amazon Prime Video!
Possiamo però dirvi che Dream Horse non è solo una storia di riscatto. E’ una lente attraverso cui osservare la stratificazione sociale britannica, ancora fortemente presente. Le corse dei cavalli, in Inghilterra, sono da sempre appannaggio dell’aristocrazia, delle famiglie storiche, dei club esclusivi dove si parla in silenzio e si beve champagne. L’arrivo di Dream Alliance, allevato da un gruppo di lavoratori gallesi totalmente ignari delle regole sociali che dominano le aree riservate ai proprietari degli ippodromi inglesi rappresenta l’intrusione del mondo reale in un gioco da élite. È una sfida simbolica a un sistema rigido, un colpo di coda del popolo dei cavalli che non è formato e mantenuto in vita dall’élite ma dalla passione di persone normali che ogni giorno fanno sacrifici di ogni tipo per portare avanti e vivere il proprio amore per i cavalli.
“Il cavallo è un Dio che aiuta gli uomini a sentirsi vivi”, queste sono le parole di Pascoli che ben rappresentano la rinascita prima di una donna, poi di una famiglia, poi di un gruppo di persone e, infine, di un intero villaggio grazie alla determinazione di chi non ha mai avuto nulla e proprio per questo ha dei sogni tanto forti che solo un cavallo può comprendere e realizzare.
